Il delta di Venere

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Michael Bergt

Nato in una piccola comunità agricola Nebraska. All’età di cinque anni, ha deciso che voleva essere un artista. Quando aveva otto anni, la sua famiglia si trasferì a Denver. A diciannove anni, Michael è diventato amico di un gruppo di artisti, poeti Beat e fino a tarda notte bevitori di caffè nel centro di Denver inferiore. Dividendo il suo tempo tra universitari, lavori saltuari e la pittura, i suoi colleghi artisti lo ha incoraggiato a “solo dipingere.” Nel 1978, Michael trascorso del tempo a San Francisco, dove dipinge e alla fine ha incontrato il concessionario Pence d’arte Giovanni che gli ha dato la sua prima grande mostra personale nel 1980. Si è poi trasferito in città per lavorare a stretto contatto con la galleria, e ha prodotto diverse mostre. Nel 1985 ha incontrato la sua futura moglie, Tamara, un artista collega, e hanno deciso di trasferirsi a nord della Spagna. Per tre anni hanno vissuto in una vecchia tenuta nel paese in cui sono stati in grado di perseguire un apprendimento autonomo in alcuni dei grandi musei e centri culturali di tutta Europa, disegno e pittura costantemente.

           

 Prima di tornare a casa nel 1988, Michael ha iniziato una corrispondenza con Paul Cadmus, pittore tempera ammirava molto. Alla fine si è riunito, diventati amici, e con il sostegno di Paolo, ha mostrato insieme alla Galleria Midtown di New York City. Anche se si stabilisce a Santa Fe, New Mexico, Michael stava mostrando il suo lavoro prevalentemente a New York per un periodo di dieci anni. Dal 1995 fino al 2007, ha dimostrato con Michael Turner Carroll galleria a Santa Fe, ed è attualmente iniziando a lavorare con Gerald Peters Gallery di Santa Fe. Nel 2005, Michael è stato eletto come membro scultore della Società Nazionale di Scultura (NSS). 

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Galileo Chini

           

Nacque a Firenze da Elio, sarto e suonatore dilettante di flicorno, e da Aristea Bastiani. Dopo la morte del padre, si iscrisse alla Scuola d’Arte di Santa Croce, a Firenze, dove frequentò i corsi di decorazione. Iniziò a lavorare nella fabbrica di prodotti chimiciPegna, successivamente fu apprendista decoratore nell’impresa di restauri dello zio paterno Dario. Proseguì nell’attività di apprendista fino al 1895 frequentando, oltre l’azienda dello zio, le botteghe di Amedeo Buontempo e Augusto Burchi, entrambi pittori attivi in quegli anni a Firenze.

Dal 1895 al 1897 frequentò saltuariamente la Scuola Libera di Nudo all’Accademia di Belle Arti di Firenze. In questo stesso periodo conobbe la giovane Elvira Pescetti che diventò sua moglie.

A Firenze nel 1896 fondò la manifattura ”Arte della Ceramica” insieme a Giovanni Vannuzzi, Giovanni Montelatici e Vittorio Giunti. Negli stessi anni lavorò a San Miniato affrescando la sala del consiglio comunale e la chiesa di San Domenico.

Nel 1899 sposò Elvira. La primogenita, Isotta, nacque nel 1900 e un secondo figlio, Eros, nel 1901.

Con i lavori in ceramica venne premiato alle esposizioni internazionali di Bruxelles, San Pietroburgo e St. Louis ma nel 1904 abbandonò la vecchia manifattura “Arte della ceramica” per divergenze con la direzione. Due anni dopo, insieme al cugino Chino fonda la “Fornaci di San Lorenzo” che realizzava ceramiche e vetrate ma anche arredamenti d’interni e progettazione di mobili in legno decorati da piastrelle, ceramiche e vetri.

Continuò a esporre in molteplici occasioni, sia in Italia che all’estero. Fino al 1905 si impegnò in una serie di decorazioni e restauri nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze, oltre che in una serie di affreschi presso l’Hotel Cavour (nella stessa Firenze) e presso il Grand Hotel La Pace a Montecatini.

A Milano, in via Settembrini 11, nel Palazzo Pathé sono ben conservati i suoi mosaici.

Nel 1907 espose alla Biennale di Venezia. Dal 1908 al 1911 mantenne la cattedra del Corso di Decorazione alla Regia Accademia di Belle Arti di Roma. Nello stesso periodo iniziò le prime collaborazioni come scenografo teatrale.

Nel 1910 il Re del Siam, Rama V, dopo aver ammirato i suoi lavori alla Biennale di Venezia lo invitò a lavorare a corte, a Bangkok. Nel giugno 1911, Galileo Chini si imbarcò aGenova, diretto in estremo oriente. A Rama V, morto nel frattempo, successe il figlio, il coltissimo Rama VI, che accolse il pittore a Bangkok. Chini affrescò la sala del trono nelpalazzo reale e realizzò una serie di ritratti ufficiali per la famiglia reale e i dignitari di corte. Rientrò dalla Thailandia nel 1913 riportando in Italia una serie di opere paesaggistiche e d’ambiente, che espose nel 1914 alla Mostra della Secessione Romana. Riportò anche una collezione di cimeli orientali che nel 1950 donò al Museo etnografico dell’Università di Firenze.

Nel 1915 insegnò al Corso di Ornato della Regia Accademia di Belle Arti di Firenze. Negli anni successivi affrescò il Palazzo Comunale di Montecatini Terme e la Camera di Commercio di Firenze. Intensificò intanto l’attività di scenografo, arrivando alle prime collaborazioni con Giacomo Puccini per il Gianni Schicchi.

Nel 1921 espose alla Prima Biennale Romana e nel 1924 ancora alla Biennale di Venezia. Tornò a lavorare con Puccini per la Turandot.

Nel 1920 - 1923 a Salsomaggiore Terme completò la decorazione delle Terme Berzieri e, più tardi 1926 nel Grand Hôtel des Thèrmes, curò l’allestimento del salone moresco, della sala delle cariatidi e della taverna rossa; nella cittadina decorò pure alcuni ambienti della villa Fonio (poi Bacciocchi), dell’Hotel Porro (coperti in seguito in occasione di un rammodernamento), dell’Hotel Valentini (in parte coperti) e di un locale notturno a Poggio Diana.

Nel 1925-1926 curò le decorazioni per il Grand Hotel des Thèrmes a Montecatini e per gli ambienti della motonave Augustus.

Nel 1927 ottenne la cattedra di Decorazione pittorica alla Reale scuola di Architettura a Firenze e nel 1928 affrescò la sede milanese della Società elettrica Montecatini. Nel 1930 tornò alla Biennale di Venezia e, per tutto il decennio, si dedicò prevalentemente ad esporre le sue opere in mostre personali, in Italia e all’estero. Nel 1938 lasciò quindi l’insegnamento per raggiunti limiti di età.

Proseguì nell’organizzazione di mostre personali (Bologna, Parigi, Roma, Düsseldorf, ecc.) fino al 1942 quando venne incaricato della decorazione del grande salone interno del Palazzo della Camera del Lavoro di Bologna. Nel 1945 donò al Comune di Firenze una serie di dipinti che rappresentano vedute di zone della città distrutte nel corso della guerra.

Nel 1946 morì la figlia Isotta e, negli anni successivi, la sua attività si andò progressivamente riducendo a causa di seri disturbi alla vista che lo condussero alla cecità.

Nel 1951 espose all’Esposizione Internazionale d’Arte Sacra a Roma, e l’anno successivo Firenze gli dedicò una retrospettiva. Espose ancora a Roma, per la Mostra d’Arte contemporanea, nel 1954 e a Bogotà, in Colombia, nel 1956. Galileo Chini morì il 23 agosto dello stesso anno nella sua casa-studio in via del Ghirlandaio 52, a Firenze. È sepolto nel cimitero monumentale dell’Antella.

Sempre apprezzata, nei decenni successivi, da una ristretta cerchia di estimatori (un suo appassionato collezionista è stato il regista Luchino Visconti), l’opera di Chini sta conoscendo in anni recenti una stagione di attenta rivalutazione, di cui testimonia in maniera significativa anche la mostra dedicatagli nel 2006 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

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Daniel E. Greene

Nude with Coffee Cup

Ex istruttore di pittura presso l’Accademia Nazionale di Design e l’Art Students League di New York. Egli è l’autore di “pastello” che era in stampa da 25 anni e “L’arte di Pastel”, che sono stati pubblicati in inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e cinese. Nel 1969, il signor Greene è stato eletto alla National Academy of Design.

Medaglia d’oro presentato nel 2001 dalla Società Portrait of America

L’Enciclopedia Britannica ritiene che il signor Greene pastelist il primo negli Stati Uniti e nel 1983, la Società Pastello of America lo ha eletto alla Hall of Fame Pastello. Nel 2003, la Società Pastello della West Coast di nome Mr. Greene un Laureate Pastello. Nel 1989, il suo lavoro ha rappresentato gli Stati Uniti alla prima Biennale Internazionale di pastello a San Quentin, in Francia. Nel 1992, gli è stato assegnato rivista dell’artista americano il primo premio alla carriera nella categoria della pittura ad olio e dei pittori di olio d’America Society lo ha nominato al loro Hall of Fame. Nel 1995, l’American Society of Portrait Artists presentato il John Singer Sargent premio a Daniel Greene per la dedizione tutta la vita al raggiungimento dell’eccellenza nella ritrattistica. Nel maggio 1999, il signor Greene è stato il destinatario della Medaglia Benjamin Clinedinst della Fellowship dell’Artista a una presentazione a New York City. Nel 2001, gli è stata conferita la medaglia d’oro della Società Portrait of America. Il 26 maggio 1994, in una cerimonia speciale della Casa Bianca, il signor Greene ha presentato a Hillary Rodham Clinton un ritratto a pastello di Eleanor Roosevelt. Nel 2003, il signor Greene era il premiato annuale del Club Salmagundi ed è stato presentato la loro medaglia d’oro.

http://www.danielgreeneartist.com/

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